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     Mattmoroseta's

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                              NOVITA' MOROSETA

                  (Articolo pubblicato sul giornale nazionale della FIAV, lo riporto qui integralmente come pubblicato) 

La Moroseta è, senza esagerare, una delle razze più allevate e amate al mondo, la si può trovare ovunque. Ed è proprio a causa di questo grande amore che negli anni sono emerse nuove varietà e colorazioni riferite a questa. Cominciamo col vedere le due nuove varietà presenti:

Moroseta a collo nudo, anche detta Showgirl: è stata creata per la prima volta partendo da una Moroseta e una Collo nudo di Transilvania nana negli USA. Rappresenta in tutto e per tutto le caratteristiche di una tipica Moroseta fatta eccezione per l’assenza delle piume nella zona del collo, come i normali polli a collo nudo. Tendenzialmente si tende ad esporre e selezionare le Showgirl eterozigoti, ovvero con la presenza del cravattino (cioè un ciuffo di piume che copre il gozzo) e non omozigoti con il collo tutto scoperto. Esportata e creata anche in Europa, ormai oltre che in tipologia americana esiste sia nella taglia nana che grande ed è abbastanza diffusa a causa di quell’aria simpatica già propria della razza originaria.

                 

           Pulcini di Moroseta a collo nudo o Showgirl, foto e soggetti di Angela Schouten, Francia

            

                       Soggetti Moroseta a collo nudo o Showgirl, foto e soggetti di Adamo Cennini, Italia

 

Moroseta a piuma riccia: si tratta di una Moroseta al cui piumaggio setoso è stato abbinato il gene arriciato F, causando questa particolare curvatura delle piume setose che già è presente in altre razze a piuma normale. E’ stata ottenuta incrociando delle Cocincine nane ricce e delle Moroseta. Il piumaggio setoso è recessivo, difatti per ottenere dei polli serici ricci si deve attendere la seconda generazione. Anche questa varietà ha avuto origine per la prima volta in America, dove facendo questo incrocio avevano notato che già in prima generazione si otteneva un pollo carino, esattamente a mezzo tra una Cocincina nana riccia per la struttura delle piume, ma a cinque dita e con occhi, becco, faccia scura come una Moroseta: difatti hanno istituito una sorta di “nuova razza” chiamando questo incrocio di prima generazione Sizzle (composto di Silkie, Moroseta in inglese, + Frizzle, il nome del gene dell’arricciato preso dalla Cocincina nana riccia).

                  

                 Moroseta nana riccia nera senza barba, foto e soggetto di Gessica Bertelle, Italia

           

Sizzle nera con barba, prodotta nel percorso di creazione della piuma setosa riccia, foto e soggetto di Gessica Bertelle, Italia

 

Continuiamo con i nuovi colori che si stanno selezionando e creando:

Cioccolato: sono state create sia Moroseta cioccolato Dun che Choc.  Il Dun è apparso per la prima volta nell’Olandese ciuffata, è un marrone scuro e di tonalità fredda; questo tipo di cioccolato è presente soprattutto in America, dove infatti hanno creato la Moroseta cioccolato partendo dagli Olandesi ciuffati (detti in inglese Polish).Il cioccolato Choc  di tonalità più carica e calda( il vero cioccolato) è presente in svariate razze tra cui Cocincina nana, Orpington, Serama, Chabo etc.. quindi per la creazione della Moroseta choc ci sono state partenze diverse da allevatore ad allevatore. E’ una colorazione recessiva, diluizione del nero, e la si trova oltre che uniforme in diverse varianti come Sparviero cioccolato, Cioccolato picchiettato; esiste anche la Moroseta Showgirl cioccolato!   Una delle particolarità di questa colorazione sta nel fatto che oltre che a diluire il nero del piumaggio,nella Moroseta il gene choc diluisce anche il colore della pelle e del becco in marrone scuro invece che dell’abituale blu (osservato proprio sulla Moroseta collo nudo in Francia). Questo colore esiste in taglia grande e nana con e senza barba.

               

                       Moroseta Cioccolato con barba, foto e soggetti di Angela Schouten, Francia                                                                                                               

          

                               Moroseta nana Cioccolato senza barba, foto e soggetto proprio

 

Limone: colore creato in Olanda da allevatori esperti genetisti, incrociando sapientemente le razze Sebright Limone orlo nero e Nana calzata Millefiori limone con la Moroseta. Esso si configura nella Moroseta come l’ultima diluizione del Rosso, ovvero la colorazione rossa sta alla base, attraverso un rapporto tra vari geni si ottiene la prima diluizione che è il Fulvo, a seguire abbiamo una colorazione intermedia detta ‘Sabbia’ e infine il color Limone. E’ recessivo, basato sul Perniciato asiatico, difatti a volte nascono pulcini con piumino molto scuro sulla schiena, indice del gene Pg che si ripresenta. E’ diffuso a piccoli gruppi in tutta Europa, solo nella varietà nana con barba e senza (variante originaria olandese).

                     

                             Moroseta nana Limone senza barba, foto e soggetto proprio

                

                Moroseta nana Limone senza barba, foto e soggetto di Gessica Bertelle,Italia

                    

Picchiettata: data dal gene Mo, è stata principalmente importata nella Moroseta dalla Cocincina nana, per la prima volta negli USA. Sul piumaggio setoso ha ovviamente un’espressione molto diversa rispetto alle piume normali, per questo il disegno non può essere troppo preciso. Questo gene ha una parziale azione inibitrice del colore scuro della pelle, faccia, becco della Moroseta, come accade anche per il gene B della colorazione Sparviero. E’ un colore ancora molto raro, in Europa ci lavorano in cinque allevatori tra cui in Italia Rachele Grati, che lo ha creato oltre che Nero picchiettato, anche Cioccolato picchiettato e Grigioperla picchiettato.

                   

 

Sparviero Grigioperla, Sparviero Fulva, Sparviero Cioccolato, Sparviero argento e oro( Crele): Queste sono tutte varianti della Sparviero classica emerse da alcuni anni in Europa, in particolar modo in Francia dove sono molto in voga questi colori. Ovviamente non c’è stato bisogno di ricorrere all’incrocio con altre razze, è bastato usare come base la Moroseta Sparviero; le più recenti di tutte sono la Crele o Perniciata oro Sparviero, creata dall’allevatore e giudice francese Matthieu Leuridan, e la Sparviero Perniciata argento, allevata anche in Italia. Esistono solo in taglia grande con e senza barba.

                                                 

                                           Moroseta Sparviero classica, foto soggetto di Enrico Cecchin, Italia

 

                            

         SOPRA E SOTTO: Moroseta Sparviero grigioperla, foto e soggetti di Angela Schouten (1) e Matthieu Leuridan (2), Francia

                

 

               

         SOPRA E SOTTO: Moroseta Sparviero Fulva, foto e soggetti di Angela Schouten (1) e Matthieu Leuridan (2), Francia

                 

 

                

            Moroseta Sparviero cioccolato con barba, foto e soggetti di Angela Schouten, Francia

 

                

             SOPRA E SOTTO: Moroseta Crele o Perniciata oro sparviero con barba, foto e soggetti di Matthieu Leuridan Francia

                

 

                 

                                     Moroseta Sparviero Perniciata Argento, foto e soggetto di Simone Venarucci, Italia

 

Bianco Columbia: Colorazione molto difficile da ottenere nella Moroseta, soprattutto sulle femmine, perché a causa del piumaggio setoso il disegno Columbia è molto instabile. In Europa è stato ottenuta attraverso l’incrocio con la Brahma nana o con la Cocincina nana setosa. Si tratta di un bianco con presenza di nero nella coda, remiganti delle ali e soprattutto sulla mantellina con le classiche fiamme.

                  

                       SOPRA E SOTTO: Moroseta Bianco columbia grande con barba, foto e soggetti di Mokhles Ben Ali, Marocco

                 

 

Isabella: L’Isabella, dal nome così regale, è stato ottenuto incrociando una Moroseta fulva con una Grigioperla. In questa razza si tratta di un colore uniforme, ma spesso siccome per la creazione di questa gradazione si è usato fulvi con forti accenni di nero su coda e mantellina o addirittura un Perniciato oro, l’Isabella lo si trova in compresenza del Grigioperla, perché il gene Lav del Grigioperla diluisce il fulvo/marrone in Isabella (un colore tenue che tende al beige) e il nero di coda/ciuffo e mantellina in Grigioperla. 

          

          SOPRA E SOTTO: Moroseta grande Isabella con barba, foto e soggetti di  Enrico Cecchin, Italia

            

 

Dorato frumento: in America è già stata creata e in Europa siamo in corso di creazione. Per l’importazione del colore è stata usata principalmente la Cocincina nana ma anche la Chabo setosa.                                                                                                                                                                                                                                          

                      SOPRA E SOTTO: Moroseta nane Dorato frumento, foto e soggetti propri

         

       

Si ringraziano sentitamente tutti i possessori delle foto condivise per l’articolo; materiale protetto da copyright redatto da Mattia Righi

 

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              MIA BREVE GUIDA ALLA SCHIUSA NATURALE     

                              

Amo le chiocce e vedere le mie galline diventare mamme e occuparsi dei loro piccoli, avendole viste crescere io stesso, mi rende pieno di gioia. Quindi insieme alle altre, cerco nel limite del possibile di portare avanti nella selezione anche questa attitudine (allevo comunque quasi tutte razze predisposte alla cova). Per questo ho deciso di scrivere questo breve ‘articolo’, una sorta di guida alla schiusa naturale. E' un’esperienza affascinante ed istruttiva, ma è così semplice affrontarla? Ho trovato scritto molto spesso “Per la cova naturale non ci vuole niente, metti le uova alla gallina e poi fanno tutto da se!”…      Niente di più sbagliato! Per allevatori che sono alle prime armi, non conoscono bene i pro e i contro o semplicemente per persone che si trovano davanti a situazioni nuove con le proprie chiocce può diventare arduo affrontare un evento così importante nella vita di un pollo (e dell’allevatore aggiungerei).

 

                                        COME RICONOSCERE UNA GALLINA CHIOCCIA

 Una gallina si può definire chioccia se staziona per lunghi periodi nel nido, cessa la deposizione e quando l’allevatore si avvicina a lei mentre è sopra alle uova, questa gonfia tutte le piume e inizia ad emettere un acuto strillo di allarme. (lo fanno alla semplice vista dell’uomo oppure se vedono avvicinare una mano al nido). Questo è un meccanismo di difesa della gallina che tenta di allontanare ed atterrire un possibile predatore o disturbatore.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

     (chioccia: si noti le piume alzate, soprattutto quelle del collo, perchè allarmata dal mio avvicinamento)

A volte può succedere che queste non emettano alcun suono e nemmeno si gonfino molto: di solito questo è un comportamento che tengono le razze più calme, femmine molto abituate all’allevatore e ad essere maneggiate.  Oltre a questo riconoscerete una gallina che si accinge a diventare chioccia anche mentre è libera all’esterno: fanno un caratteristico verso “chio-chio”, lo stesso che usano quando poi richiamano i pulcini; di solito queste sono nervose (si muovono rapidamente, mangiano, si fanno bagni di terra ma con un atteggiamento molto agitato); non si fanno assolutamente montare dai galli e non si fanno avvicinare da altre galline (se la gallina-chioccia è una dominante nella gerarchia del pollaio allontanerà a beccate le altre, se invece è una sottoposta verrà allontanata allo stesso modo).

                                               SCELTA DEL NIDO (allevatore e chioccia)

La scelta del nido e soprattutto del luogo dove la femmina si accingerà a scaldare le uova è molto importante, sia per l’allevatore che per l’animale. La gallina tenderà a scegliere una zona abbastanza in penombra, appartata e tranquilla dove può svolgere il suo compito in santa pace. Quindi se volete favorire le vostre galline alla cova, posizionate la cesta per la deposizione in una locazione coi requisiti sopra descritti e la gallina non tarderà molto a trovarla e usarla.

I nidi devono essere scelti in relazione alle caratteristiche fisiche della femmina in cova: se questa è di razza pesante e grande (Brahma, Wyandotte, Cocincina, ibridi pesanti, tacchine.....) mettete loro a disposizione un nido grande, ben imbottito di paglia e con un facile accesso/uscita (ceste col bordo basso) perché spesso, data la mole, tra l’uscita e il rientro nel nido possono rompere qualche uovo per sbaglio. Se la femmina è di razza leggera (Sebright, Olandese nana, galline nane ibride …..) si può usare anche nidi più piccoli e fondi: dato che la maggioranza di queste vola, si sentiranno più al sicuro e protette in un nido con bordi più alti, quindi coverà meglio. Se la razza è nana ma tranquilla (Moroseta, Chabo setosa, Cocincina nana…) va bene qualunque nido, basta che sappiano tornarci dentro perché tendenzialmente non sanno volare.

Per quanto riguarda il materiale del ‘covo’, personalmente sconsiglio cestini o cassette in legno perché ospitano più volentieri parassiti e pidocchi, nocivi per la gallina: io uso cassette di plastica (quelle della frutta del mercato per intenderci) di varie misure, a seconda della gallina, così sono facilmente lavabili e riutilizzabili. Dentro al nido si può mettere qualsiasi cosa, basta sia materiale morbido che aiuti a tenere in caldo le uova: si consiglia la paglia con la quale riescono a farsi un nido bello stabile e caldo.

Per favorire il naturale impulso alla cova lasciare sempre qualche uovo nei nidi, o finti (palline da ping-pong, palline da golf, fabbricate con il Das o con il gesso..) o veri (segnati con una x fatta a lapis per riconoscerli dagli altri deposti da togliere)

 

                       

                             (nido "taglia XL", ricavato da un bidone di plastica e molto apprezzato dall'oca)

 

                                               SPOSTARE UNA GALLINA IN COVA

Purtroppo le primipare (galline giovani alla prima deposizione) in alcuni casi scelgono dei posti totalmente sbagliati per ottenere una buona schiusa (fuori dal ricovero tra le piante, in una zona del pollaio troppo trafficata in cui sarebbe continuamente disturbata  ecc..): a quel punto dovrebbe stare all’allevatore spostarla. Dico dovrebbe perché non sempre le femmine sono d’accordo con questo trasloco; per spostare una gallina da un luogo inidoneo ad una gabbia o un ricovero chiuso occorre conoscere bene il carattere di questa: se la sapete tranquilla e sempre dedita al proprio compito potete spostarla anche di giorno, lei non si scomporrà più di tanto, uscirà per vedere il luogo, magari mangiare qualcosa, e tornerà subito nel nido. Se una gallina ha un carattere schivo, è molto paurosa e incline a scappare si deve spostare assolutamente di notte, quando non vede, metterle sopra uno straccio e a quel punto sollevare lei o il nido e portarla via.   Nel disgraziato caso in cui la gallina per un motivo o per un altro lasci la cova una volta spostata, riportatela dov’era prima e liberatela: o salterà la cova oppure tornerà a covare nel nido che lei aveva scelto; in quel caso non potete farci niente, dovete obbedire e lasciarla fare lì (… è pur sempre una donna ;P). Se questo fosse un nido dove altre galline depongono recintatelo con un po’ di rete in modo che le altre non possano accedervi, sarà vostra premura però ricordarvi di far uscire la chioccia una volta al giorno per farla mangiare, bere e defecare. Se non potete recintare il suddetto nido lasciatela così, ma dovrete segnare le uova che lei ha sotto e togliere ogni giorno le altre che le faranno le consimili nel suo nido, pena la chioccia non coprirà bene tutte le uova e metà non nasceranno; oppure avrete schiuse sfalsate con le seguenti conseguenze: lascerà le uova che ancora si devono schiudere per seguire i pulcini già nati e portarli a mangiare o rimarrà nel nido finché tutte le uova si schiuderanno lasciando morire di fame gli altri già nati.

                                        

                                                 METTERE LE UOVA A UNA CHIOCCIA

Questa è un’altra operazione delicata se una chioccia è un po’ nervosa. Per sostituire le uova da fare covare alla gallina o per controllare quelle che ha sotto, se quest’ultima ha un carattere spaurito e si ha paura che abbandoni, fare come scritto prima e alzarla di notte quando non ci vede. Per il numero delle uova questo varia dalla grandezza della gallina e delle uova: in genere sotto le grandi si mettono dalle 10 alle 13 uova grandi, 20 di quelle piccole ma con l’avvertenza di sopra (le uova piccole possono essere più fragili sotto una femmina pesante, stare attenti alla rottura). Sotto galline nane 7-9 uova grandi e 10-13 uova piccole. Queste cifre sono comunque solo indicative, si deve decidere lì per lì quante uova può tenere una gallina osservandola: se alcune rimangono tutte o mezze scoperte, allora vanno subito tolte queste in eccesso perché a turno sennò le scalderà tutte male. In generale comunque vale la regola “meglio meno che più”, per essere sicuri che le scaldi tutte e che la cova vada a buon fine.

Le uova da incubare in genere si mantengono in un posto fresco e buio col polo ottuso verso il basso e vanno girate ogni tre giorni. Si incubano poi quelle non più vecchie di un mese. Per l’incubatrice i tempi si accorciano, mentre con la gallina è più facile che anche uova più “vecchie” nascano.  

 

                                                           CURARE UNA CHIOCCIA

                                               

La chioccia non necessita di molte cure, ma quelle poche sono fondamentali: innanzitutto se tenuta in gabbia o comunque se vedete che non si fa mai bagni di sabbia quando esce, dobbiamo controllare se ha parassiti addosso: stando sempre ferma sul nido la gallina è molto vulnerabile, questi dannosi animaletti se prendono il sopravvento possono portarla ad abbandonare la cova, o peggio alla morte se lei continua lo stesso la cova. Spray (Foractil) o polveri apposite venduti nelle farmacie o nei consorzi agrari possono essere perfetti per la prevenzione. Un fattore che ci può allarmare è vedere la nostra chioccia spesso fuori dal nido e  innervosita, in quel caso sarà meglio indagare se ha parassiti addosso o nella paglia del covo. Altro aspetto non scontato: dobbiamo assicurarci che la femmina esca dal nido e mangi. Molto spesso alcune galline, troppo attaccate alle uova, si lasciano morire di fame pur di covare e non alzarsi mai. Quindi ogni tanto toccategli il gozzo per sentire se ha mangiato, se no ogni giorno la dovete far scendere forzatamente, altrimenti non porterà mai a termine la cova sana! Solitamente queste chiocce così tenaci sono quelle che si fanno toccare senza scappare dal nido, quindi non vi sarà difficile prenderla.

 

                                                                       MANGIME

Nella fase durante la cova è bene dare alimentazioni abbastanza sostanziose come granaglie miste perchè la femmina ha bisogno di energie per affrontare al meglio il suo compito. E' sconsigliabile somministrare verdure e alimenti bagnati che potrebbero rendere più 'liquide' le feci, col rischio che la gallina sporchi il nido e le uova.

Alla nascita dei pulcini si dovrà dare a tutta la famigliola mangime primo periodo per pulcini, durante tutto il primo mese. E' consigliato quello contenente coccidiostatico che serve per cercare di prevenire la coccidiosi (malattia che colpisce l'apparato intestinale) nei giovani nati. Alcuni allevatori usano anche per i pulcini di gallina il mangime secondo periodo per fagiani, il quale gli fornisce più proteine, e lo estendono almeno fino al terzo mese.

 

                                                            SPERATURA DELLE UOVA

                                            

La speratura è la pratica con cui si osservano le uova incubate già da qualche giorno per vedere se sono feconde e se il pulcino si sta formando. Si effettua questa operazione soprattutto per le uova messe in incubatrice, per togliere quelle non feconde o con arresto embrionale (l’embrione – o pulcino se già formato- ha arrestato lo sviluppo ed è morto dentro l’uovo). Si pratica anche per le uova sotto la chioccia, perché sia le si risparmia la fatica di scaldare uova ormai ‘morte’, sia perché le uova non buone sottoposte al calore marciscono e possono letteralmente ‘esploderle’ sotto imbrattando tutto (questo più che altro può accadere nei mesi più caldi).

La speratura si fa con un apposito strumento chiamato “sperauova” o sennò basta mettersi completamente al buio con una lampadina, si appoggia l’uovo dalla parte della camera d’aria (polo più largo dell’uovo) sulla luce e si osserva. La speratura di solito si fa al decimo giorno: se vediamo uova completamente chiare, allora sono uova non feconde e si devono togliere;  se vediamo delle venature rosse come capillari, quelli sono del pulcino che si sta sviluppando, quindi l’uovo è buono e possiamo rimetterlo alla mamma.

 

                                                   L'ATTITUDINE AD ESSERE MAMME

                                                                         

Anche se una gallina può manifestare istinto alla cova, non è detto che sia una brava covatrice o madre. Come già detto, l'osservazione è fondamentale, si deve imparare a capire con che tipo di animale stiamo trattando. Capita a volte anche tra le razze note per la disposizione alla cova che ci siano soggetti con scarsa attitudine, si nota perchè: stanno troppo spesso e troppo a lungo fuori dal nido e poco sulle uova (attenzione: da non confondere il rifiuto di stare nel nido a causa di una infestazione di insetti del covo stesso, scritto in "Curare una chioccia"); nel covo lasciano delle uova scoperte o non si curano di queste (attenzione: da non confondere con un eccesso di uova affidatele, scritto in "Mettere le uova alla chioccia"). 

Invece ci sono galline che portano egregiamente a termine il compito di far schiudere le uova ma che poi non sanno allevare la propria prole: non seguono i pulcini insegnando loro a mangiare e bere; non li scaldano sufficientemente e stanno sempre alzate. Sono capitati casi in cui le femmine vedendo i pulcini ancora bagnati, li buttassero di fuori dal nido scambiandoli per piccoli topi.

 

                                                  QUANDO NASCONO I PULCINI

Quando finalmente si arriverà alla fine le uova inizieranno a schiudersi, ma quasi mai tutte insieme, alcune lo faranno più tardi di altre. Molti tolgono via via i pulcini alla gallina mettendoli sotto una lampada e restituendoglieli dopo che tutti sono nati. Io per ora non ho mai usato questa pratica: in termine di due giorni, se sono tutte uova messe lo stesso giorno, devono schiudersi e se non lo fanno vuol dire che i pulcini sono morti dentro e quindi è inutile continuare con la cova. I pulcini già nati li lascio insieme a quelli in schiusa sotto la chioccia perché il primo giorno, ancora intontiti e affaticati dalla nascita, i primi non cercheranno comunque di uscire da sotto il calore della mamma. Inoltre il primo giorno i pulcini solitamente non si nutrono perché hanno ancora nel gozzo il nutrimento che hanno assunto nell’uovo (anche se questa non è una regola fissa, ho avuto pulcini che hanno beccato qualche granello volentieri da subito). Quando poi il giorno successivo inizieranno ad essere affamati, più svegli e sarò sicuro che siano finite le schiuse tolgo il nido alla chioccia e metto tutti dentro una gabbia con acqua e cibo.

 

                                                   QUANDO I PULCINI CRESCONO

I pulcini crescono in fretta e si avvicina il momento in cui la madre li lascia. In genere si tende a dire che questo avviene ad un mese/quaranta giorni dalla nascita, ma questo non è assolutamente un dato certo: ci sono femmine che tengono con se i propri piccoli finchè non diventano adulti, altre che scaduto appena il primo mese, iniziando i pulcini ad essere più autosufficienti li allontanano. In genere comunque passati quaranta giorni se vedete che la gallina non accenna a lasciarli e volete rimetterla con gli adulti potete dividerla. I pulcini pigoleranno per un po' ma poi si abitueranno e inizieranno ad essere completamente autonomi. Dopo aver diviso la chioccia dai pulcini non tentate di riunirli: lei li scaccerebbe in malo modo come se non li avesse mai visti. Non togliete mai la chioccia prima del primo mese, perchè è necessario che essa gli fornisca calore (soprattutto la notte) finchè non saranno già un po' impiumati.  

Si riconosce una gallina che ha abbandonato i propri piccoli perchè: non farà più il tipico verso "chio-chio" e non li richiamerà più a se; li pizzicherà se si avvicinano a lei; riprenderà a fare le uova (possono non verificarsi tutti contemporaneamente come si).

 

                                                 CURIOSITA’  E NOTIZIE VARIE

Ho letto tra alcune notizie interessanti in internet che le galline le quali in generale non si fanno montare molto e scappano spesso dalla corte del gallo saranno quelle che maggiormente avranno l’istinto ad acchiocciarsi. Inoltre per le femmine vedere un’altra gallina che si prende cura dei propri piccoli è uno stimolo visivo che le invoglia anch’esse alla cova.

Mi è capitato a volte, contravvenendo a quanto si dice, di incubare uova abbastanza vecchie  e/o conservate in frigorifero per mancanza di uova fresche da mettere a qualche gallina. Devo dire che i risultati di schiusa non sono stati deludenti, ma questa rimane una prova casuale di un allevatore amatoriale.

 

                           

 

Un’ultima nota: sono tendenzialmente contro allo ‘schiocciare’ una femmina covaticcia, come anche all’obbligare una gallina a covare. Non mi piace la prima perché se una femmina decide di intraprendere uno sforzo fisico come una cova, vuol dire che si reputa fisicamente pronta ad affrontare tale sforzo, quindi cerco di predisporre tutto affinchè ogni gallina diventi mamma e affronti nel migliore dei modi questa esperienza. D'altro canto per un allevatore questo è un impegno fisico e mentale non indifferente, quindi ricorro allo "schiocciamento" (tolgo uova e nido alla gallina acchiocciata) in inverno, quando il tempo non permette un buon sviluppo dei futuri nati. Tuttavia una covata invernale in un modo o nell'altro ci 'scappa'.. a costo di tenerli al riparo in casa.    Di conseguenza aberro anche tutte le tecniche obsolete di forzare una gallina alla cova come il farla ubriacare di vino o metterla in una gabbia senza cibo né acqua per qualche giorno. La cova è un istinto naturale, ogni femmina sa da sola se e quando è il momento di diventare madre, gli uomini non hanno diritto di forzare gli istinti senza motivo.

                    Riassumo piuttosto i punti per invogliare una gallina a diventare chioccia:

                              -nidi bene imbottiti con qualche uovo dentro

                              -nidi in zone bene in ombra o all’oscuro

                              -non fornire un’alimentazione troppo proteica che porta a prolungare la deposizione

                              -non fare subire stress agli animali come cambiamenti di luogo (intendo prima che covi) o                                di alimentazione

 

           Con amore e pazienza avrete poi l'orgoglio di poter tenere in mano una piccola gioia come questa..

                                       

 

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                                       IL RE DEL POLLAIO: 'IL GALLO'

Quando si discute di polli ci si sofferma spesso soltanto sulle peculiarità e comportamenti del ramo femminile, le galline, ma i maschi? Sempre di più ci si accorge che i galli hanno una serie di atteggiamenti tutt’altro che scontati. Anch’io non sapevo molto di ciò di cui sono venuto a conoscenza ma in effetti con l’osservazione dei nostri animali scopriamo che:  i galli fanno un verso quasi uguale a quello che emettono le chiocce per richiamare i pulcini, questo “chio-chio” serve al maschio per attirare l’attenzione della femmina verso qualche verme o semino, così avvicinatasi, lui ne approfitta per accoppiarsi e la femmina in genere accetta perché contenta della piccola leccornia donatale. In questo meccanismo però alle volte si assiste a delle “truffe”: il maschio fa il suo richiamo fingendo di aver trovato qualcosa, la femmina si avvicina e cade nella ‘trappola’ del proprio gallo; lui si accoppia e lei non becca niente!

Attraverso degli studi si è notato che, benché i polli siano poligami, si ha tra diversi soggetti una sorta di scelta o predilezione per certi accoppiamenti: il gallo infatti sarà portato ad accoppiarsi maggiormente (aumentando così la possibilità di nascite) con femmine che ritiene più capaci di dargli una robusta e cospicua stirpe, ovvero sceglie la femmina che ritiene farà schiudere più pulcini e si accoppia più volentieri con questa. In genere le ‘ragazze’  più gettonate sono quelle più in alto nella gerarchia del pollaio, quelle che ‘comandano’ su tutte le altre  perché ritenute le più forti. In questo senso però notiamo una presa di posizione anche da parte della femmina in quanto se questa non ritiene un gallo idoneo per continuare la specie, può espellere dal suo corpo il seme immesso dal maschio non fecondando così le uova.

Ma i ‘lor signori’ non si occupano solo dell’accoppiamento, spesso anche della scelta del nido per la deposizione delle femmine. Difatti capita di vedere maschi all’interno dei nidi che raspano leggermente e chiamano le femmine; per quest’ultime avere un gallo che le stimola all’accoppiamento e alla ricerca del nido è un incentivo a fare uova. Recentemente mi è capitato di osservare un curioso fatto: un gallo di Valdarnese bianca della mia nonna il quale convinceva strenuamente le sue femmine a deporre in un nido scelto da lui, un nido che assolutamente adorava tanto da starci delle mezz’ore dentro come se covasse. Dopo un po’ usciva, si metteva al bordo della cassetta e faceva entrare la femmina a deporre e nell’attesa la guardava e quasi “cantava” un suono lamentoso per rassicurarla. Questo nido consisteva in una cassetta per le olive che avevo lasciato per caso sopra un tavolo sotto la mia tettoia, c’era dell’erba dentro e appena lui l’ha notata era talmente convincente che le femmine hanno smesso di deporre nelle cassette dentro il pollaio! Si dimostra tranquillo solo in questo frangente, per il resto è molto attivo e si accoppierebbe continuamente con qualsiasi femmina.

                                    

                               

E tra maschi? Sono quasi sempre rapporti di guerra e di combattimento, solo nel caso di galli cresciuti insieme si giunge a una convivenza normale. Quando si inserisce un gallo giovane nel territorio dove ne è già presente uno dominante, vediamo che l’esemplare nuovo fa di tutto per passare inosservato per sfuggire agli attacchi del gallo più vecchio, nonché per mangiare ed accoppiarsi. Per far questo abbassa la sua attività ormonale; in razze con cresta semplice e rossa questo processo si vede bene perché i galli più deboli per non rischiare risse fanno si che l’organi più visibili (cresta e bargigli) impallidiscano. Siccome questo è indice di vigore e di forza per un maschio, se gli altri esemplari li vedono pallidi non si sentiranno in competizione e tendenzialmente li lasceranno stare. Ci si sono stati casi di giovani che avevano piumaggio femminile e pochi accenni a caratteristiche maschili; poi alla scomparsa del maschio dominante si sono subito sviluppati e rivelati i consueti attributi di un gallo (altro meccanismo di camuffamento).

Vediamo quindi che ci sono tanti piccoli particolari nei comportamenti dei galli, ma ce ne potrebbero essere tanti altri ancora da svelare: ad esempio un mio gallo Chabo dopo gli accoppiamenti rimane sopra la femmina per un bel pezzo, come se lei fosse una piccola sdraio.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

                Buffo no? Continuiamo ad osservare i nostri polli, chissà che non scopriamo qualcosa di nuovo.

 

 

Dal mio pollaio            ~                                             From my backyard

                             PROGETTI DI CREAZIONE   ~   CREATION PROJECTS                            

IL PERCORSO PER ARRIVARE ALLA MOROSETA DORATA FRUMENTO 

THE WAY TO CREATE THE GOLD WHEATEN 

Sono partito da questo unico soggetto incrocio di SECONDA GENERAZIONE: femmina con ancora forma molto vicina alla Chabo con coda a punta, scarso ciuffo, poche calze (piume sulle zampe) e assenza della barba (la voglio con barba) ma ha un buon colore scuro della faccia e zampe, nonché un bel colore uniforme.

I was started with only this hen, a second generation Silkie's cross: it has still a shape near a Japanese bantam, insufficient crest and plumage in shanks but the colour and the dark face/legs are very good.

                                                                                                                                                                                

                

 LA TERZA GENERAZIONE       THE THIRD GENERATION

Figli della prima femmina da cui sono partito, i due che ho scelto per la continuare la creazione 

Maschio: Siamo vicini alla forma della Moroseta, ancora poca barba ma buonissimo ciuffo e colore. Da scurire cresta e bargigli (gli ultimi devono essere ridotti quasi a niente siccome sto creando la varietà con barba). Lo riprodurrò con femmine bianche nel 2015.

Male: near to Silkie's shape, he has little beard but crest and colour are very good. Wattles and comb have to be darker and more little (I'm creating the bearded variety..). I will breed him with recessive white hens in 2015.

                 

                             

           

Femmina: purtroppo sfortuna ha voluto che sia rimasto con una sola femmina delle due che mi erano nate, quella di forma più brutta ma ha un bel color frumento. Anche lei verrà riprodotta con un maschio bianco nano con barba. 

Female: unfortunately I miss one of the two pullet were born.. It's remained the worst for shape of the two, but she's have a great wheaten color. I will breed  her too with a recessive white bantam cock.   

                                                                                  

 Sotto: Moroseta e Chabo setosi a confronto per apprezzare il color Dorato frumento

Below: Silkie in comparison with silky Japanese bantam to appreciate the Gold wheaten color 

                                      

 

                                     LA QUARTA GENERAZIONE         THE  FOURTH GENERATION